Tra i Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti in tema di edilizia pubblica, quindi i requisiti che è necessario soddisfare per poter partecipare a interventi che hanno per oggetto edifici legati al mondo della pubblica amministrazione (scuole, ospedali, ecc), è previsto un paragrafo specifico sul tema della gestione della radiazione solare il cui obiettivo è chiaro: gestire gli apporti solari per migliorare l’efficienza energetica degli edifici pubblici e il comfort degli utenti.
Che cosa chiedono i CAM sul fattore solare
Il Decreto CAM Edilizia del 24/11/2025, in vigore dal 2 febbraio 2026, al paragrafo “2.3.8 Radiazione solare”, prevede che “Il progetto deve garantire il controllo dell'immissione di radiazione solare diretta nell'ambiente interno prevedendo che le superfici trasparenti esterne degli edifici orizzontali, inclinate e verticali con esposizione da EST a OVEST, passando da Sud, siano dotate di sistemi di ombreggiamento fissi (aggetti) o di schermature solari mobili esterne, montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti e non liberamente montabili o smontabili dall’utente.”
Quindi, le facciate esposte da est a ovest passando per il sud, devono essere dotate, per esempio, di schermature che consentono di raggiungere “un valore del fattore di trasmissione solare totale gtot pari o migliore della Classe 3 come definito dalla UNI EN 14501”.
Le classi secondo la norma UNI EN 14501
La norma UNI EN 14501 identifica i livelli di protezione solare in termini di gtot prevedendo 5 classi, da 0 a 4, dove 0 corrisponde al livello di protezione più basso e 4 al più alto.
I CAM richiedono un gtot pari o migliore della Classe 3, quindi:
• Classe 3: gtot compreso tra 10-15%
• Classe 4: gtot minore del 10%
Questo significa che per rispettare i CAM è necessario raggiungere un fattore solare uguale o inferiore al 15%, una richiesta normativa che richiede di dotarsi di soluzioni specifiche per poter essere rispettata.
Come rispettare i CAM: le soluzioni a disposizione
I vetri più comunemente utilizzati in edilizia non permettono di raggiungere determinati valori g preservando livelli accettabili di trasmissione luminosa: per esempio, una TL del 30% rende gli ambienti interni scarsamente illuminati, richiedendo un maggior ricorso alla luce artificiale e influenzando negativamente il comfort visivo delle persone. E’ quindi necessario abbinare al vetro una schermatura solare che non solo permette di rispettare quanto previsto dalla normativa ma che salvaguarda l’equilibrio tra obblighi normativi, benessere degli utenti ed esigenze operative legate alla gestione degli edifici.
Un esempio? L’applicazione di un frangisole esterno permette di raggiungere il gtot previsto, ma presenta alcuni limiti, come continue operazioni di pulizia o manutenzione a causa dell’accumulo di sporco o di rotture dovute all’azione degli agenti atmosferici, o la riduzione del contatto visivo verso l’esterno per via dell’importante spessore delle lamelle.
Una valida soluzione è invece rappresentata da ScreenLine, la schermatura integrata in vetrocamera che non solo permette di rispettare i CAM raggiungendo valori di gtot anche inferiori al 10%, ma che, completamente isolata all’interno del vetro, è protetta da polvere, sporco, urti e agenti atmosferici, garantendone così la funzionalità nel tempo e annullando ogni esigenza di pulizia o manutenzione. In più, non occupando spazio né all’interno né all’esterno, permette di sfruttare ogni cm di spazio disponibile.
ScreenLine e l’applicazione in edifici pubblici
In Italia e nel mondo sono migliaia gli edifici pubblici nei quali ScreenLine è protagonista. Il Campus di Architettura del Politecnico di Milano pensato da Renzo Piano, Parallelo di Mario Cucinella o l’Ospedale Galeazzi di Milano progettato da Binini Partners, sono solo alcuni degli edifici nei quali ogni giorno migliaia di visitatori e utenti si muovono protetti dalle schermature ScreenLine.
Una soluzione che non solo migliora l’efficienza energetica degli edifici e facilita la gestione degli stessi, ma migliora concretamente il benessere degli utenti creando, per esempio, un ambiente positivo per lo studio o il lavoro garantendo il giusto equilibrio tra luce e temperatura, o contribuendo a salvaguardare la salute dei pazienti annullando l’accumulo di polvere e sporco tipico delle tende tradizionali.
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